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SCOLIOSI IDIOPATICA

 SCOLIOSI IDIOPATICA: COS’E'

La colonna vertebrale nel suo insieme  ha direzione rettilinea quando è vista di fronte o dal dorso e non presenta alcuna curvatura.
Sul piano sagittale, invece, la colonna presenta quattro curve fisiologiche che sono, dal basso verso l'alto:

  • cifosi sacrale: è rigida in quanto le vertebre sacrali sono fuse fra loro; è una   curva a concavità anteriore;
  • lordosi lombare: a concavità posteriore;
  • cifosi dorsale: a convessità posteriore;
  • lordosi cervicale: a concavità posteriore;

La scoliosi è una complessa deformità strutturale della colonna vertebrale secondaria  ad un movimento globale di torsione di un segmento rachideo che si verifica nei tre piani dello spazio: sul piano frontale si manifesta con un movimento di flessione laterale, sul piano sagittale con un movimento di estensione di una vertebra rispetto all’altra e sul piano assiale con un movimento di rotazione. Quello che si verifica è uno spostamento progressivo delle vertebre, le une in  rapporto alle altre, questa deviazione tridimensionale tende a dare al tratto scoliotico la forma di una spirale. Il potenziale evolutivo rappresenta la caratteristica fondamentale delle deviazioni rachidee e costituisce l’elemento più importante che condiziona il giudizio prognostico ed il conseguente approccio terapeutico. L’evoluzione determina il progressivo aggravamento fino ad arrivare, se la deformità viene ignorata, a gradi estremi ai quali corrispondono alterazioni funzionali ed estetiche molto gravi.
Esiste infatti una stretta relazione fra aggravamento delle curve scoliotiche, crescita e maturità ossea.
Il potenziale evolutivo di una deformità vertebrale è tanto più grande quanto più precocemente esso si manifesta ed è massima subito prima e durante la crisi puberale.
La punta più alta della velocità di crescita si verifica orientativamente a 12 anni per le ragazze e 14 per i ragazzi. La fine della crescita rapida avviene attorno ai 15 anni per le ragazze e 17 per i ragazzi, sottolineando comunque che l’aggravamento rapido persiste dopo la poussèe di crescita fino alla maturazione ossea.

SCOLIOSI IDIOPATICA: DIAGNOSI E ASPETTI CLINICI

Nella maggior parte dei casi non si riesce ad individuare un movente etiopatogenetico (scoliosi idiopatica), da ciò deriva l’importanza della diagnosi precoce che potrà consentire di ricorrere per tempo a tutti quei provvedimenti utili ad arrestarne l’ingravescenza; infatti l’esatto quadramento evolutivo ed un adeguato approccio terapeutico rappresentano gli unici mezzi utili per evitare che una deformità vertebrale porti a danni estetici e funzionali irreversibili.

SCOLIOSI IDIOPATICA: COME INTERVENIRE

Scoliosi

GradifCobbs

Tipo

Intervento

lievi<20° FKT
medie20°-35° Incruento busti ortopedici fissi e amovibili
evolute35°-50°Incruento-Cruentobusti/intervento chirurgico
gravi>60° Cruentointervento chirurgico


L’entità angolare  della curva ha solo valore indicativo, per una corretta indicazione vanno pure valutati:

•         ETA’ DEL PAZIENTE

•         ETA’ DI INSORGENZA

•         VALORE DELLA ROTAZIONE

•         ASSETTO DEL RACHIDE:

* piano frontale: strapiombo

* piano sagittale: ipocifosi dorsale o dorso piatto

•         ALTERAZIONE MORFOLOGICA: danno estetico

Nel trattamento delle deformità vertebrali, gia con un danno estetico evidente ed in  piena crescita, seguiamo gli orientamenti del trattamento Lionese che prevede:

  • una fase di riduzione con corsetti in resina (non più in gesso)
  • una fase di mantenimento con busto ortopedico amovibile in polietilene indossato fino alla maturità ossea (tipo Cheneau o Lionese)
  • un programma di rieducazione della colonna  che accompagna il paziente durante tutto il trattamento.

Nei casi di deformità lievi e con modesta espressione clinica abbiamo saltato la fase  di riduzione con apparecchi gessati, basando il trattamento sull’uso del corsetto mobile e sulla kinesi di rieducazione della colonna. In questo caso al corsetto amovibile da noi utilizzato affidiamo il compito stimolare la correzione e nello stesso tempo controllare l’evolutività.
La fase del corsetto fisso dura mediamente 4 mesi (in relazione a come risponde il paziente al trattamento).
I corsetti  fissi sono da noi confezionati con l’utliizzo di Localizer cast secondo la metodica di Risser.
Dopo la confezione di ogni corsetto un controllo radiografico ha evidenziato la validità della correzione ottenuta. Una visita di controllo viene effettuata 1 mese dopo al fine di controllare l'efficienza del corsetto e di aumentare le spinte di correzione ove necessario.
La fase di mantenimento prevede  l’uso del busto ortopedico amovibile.
Durante la fase in cui i pazienti portano i corsetti amovibili vengono effettuati dei controlli clinici mediamente ogni 4 mesi; ad ogni controllo vengono variate le ore di  libertà d busto, in relazione al controllo clinico e diagnostico.
A tale busto abbiamo affidato, per tutto il periodo di accrescimento residuo, il mantenimento del risultato ottenuto precedentemente con i corsetti fissi.
Questa fase dura fino al termine dell’accrescimento, il busto amovibile è stato indossato inizialmente a tempo pieno con 2 ore di libertà, successivamente aumentate  secondo una progressione dettata dai riscontri clinici e diagnostici.